IL GENIO DELLA TRUFFA BEFFATO AI TAVOLI
Il poker spesso ci racconta storie bizzarre, ma quella di Jeremy Johnson è davvero incredibile. Questo signore statunitense originario di St. George Utah, in compagnia del fratello Andy e del compagno di merende Duane Fielding, ha messo in piedi una truffa da $275 milioni. Un bottino sottratto a clienti online e poi perso quasi interamente ai tavoli highstakes di poker. Un ladro, malato del gioco, che regalava a Texas Hold’em cifre da capogiro. Jeremy negli anni passati ha fondato la "Works" e la "Elite", due società che fornivano servizi online di vario tipo.
I clienti pagavano e loro non muovevano un dito. Evidentemente l'offerta era molto credibile e ben strutturata, perché i piccoli "Maddoff” hanno racimolato ben 275 milioni di dollari. Incredibile.
Jeremy ha quindi deciso di concedersi un paio di sfizi, conducendo una vita a 5 stelle e dilettandosi agli high stakes piu' onerosi. Lo sfarzo gli è costato circa 60 milioni, il gioco poco più di 200, viene da ridere. Fino al dicembre scorso Jeremy Johnson si presentava su PokerStars e su Full Tilt col nickname “ginette22” sfidando i giocatori più quotati online, ma anche live, a blids proibitivi. Un disastro totale che ha portato “ginette22” addirittura a chiedere ad alcuni 'pro' di giocare col suo account dividendo l'eventuale vincita. Proposta che non ha trovato interessati.
Inoltre Jeremy ha perso cifre a sei zeri nei casinò delle Filippine, a Mesquite in Texas, a Winnemucca e Reno nel Nevada, oltre al Bellagio a Las Vegas. Proprio l'azzardo live nei casinò ha insospettito la Federal Trade Commission (FTC) portando l’organo di giustizia americano ad aprire un'indagine sulle sue società e a scoprire la maxitruffa.
In attesa che la Giustizia USA faccia chiarezza, sono stati 'bloccati' tutti i beni dei personali dei tre imputati e delle due società da loro costituite. Anche se riuscire a risarcire tutti i truffati con quello che è rimasto sarà molto dura.