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INTERVISTA A LUCA PAGANO



Ciao Luca, grazie per aver accettato la nostra intervista, siamo veramente lieti di poter ospitare un Poker Pro del tuo calibro nel nostro sito. Tu sei un figlio d’arte. Tuo padre Claudio è uno dei pionieri del Poker in Italia, un grande organizzatore di tornei, crociere a sfondo pokeristico e quant’altro. Ci racconti come si è formato Luca Pagano Poker Pro e quanto è pesato sulle tue spalle ad inizio carriera il famoso cognome che porti?
Beh innanzi tutto mio papà è sempre stato un grande aiuto più che un ingombro, di conseguenza anche il cognome che porto ha la medesima valenza. Papà Claudio è stato il primo che mi ha portato nei casinò di Nova Gorica a muovere i primi passi nell’hold’em limit che successivamente mi è servito per affrontare la carriera da professionista.

Luca Pagano nasce come giocatore di cash game. Che consigli ti senti di dare alla moltitudine di pokeristi dilettanti che aspettano con ansia l’arrivo del cash in Italia, affinché essi pratichino un gioco sensato senza sperperare montagne di capitali?
Il consiglio è lo stesso che continuo a dare per i tornei e i sit & go online, tenere d’occhio con particolare attenzione la gestione del bankroll. Se il rapporto tra i bui che ci accingiamo a giocare e il capitale a nostra disposizione è sufficientemente elevato, non rischieremo mai di ritrovarci impelagati in brutte acque

Che effetto ti fa essere il giocatore italiano che ha ottenuto i migliori risultati in assoluto negli European Poker Tour pur senza mai riuscire, fino ad ora, a portare a casa la famosa picca?
E’ un argomento molto caro a chi di solito mi intervista. Un giorno un giornalista mi chiese se avessi mai barattato la vittoria a un EPT con tutti i piazzamenti raggiunti fino a questo punto, e io gli risposi di provare a farsi due righe di conti e la risposta sarebbe venuta da se.

Tempo addietro vivesti una stagione pokeristica sfortunatissima nella quale le carte si divertirono a voltarti beffardamente le spalle e i risultati furono abbastanza deludenti. Tu, da grande professionista, ti gettasti tutto alle spalle e ripartisti più forte di prima, inanellando una serie mostruosa di piazzamenti ITM. Cosa ricordi di quel periodo di “varianza negativa”?
Credo sia un processo che tutti i giocatori di Poker devono attraversare per farsi le ossa. E’ chiaro che quello è un periodo della mia vita che ricordo con meno piacere di altri, ma è altrettanto vero che se non avessi passato quel momento, probabilmente adesso non sarei il giocatore che sono.

A volte ti abbiamo visto giocare il Sunday Special, il torneo online organizzato da PokerStars con il montepremi più ricco in Italia. In queste occasioni, giocando la stragrande maggioranza delle mani contro avversari sconosciuti e potendo solo in minima parte sfruttare i loro tells, tendi a modificare il tuo stile di gioco rispetto a quando giochi live?
Partiamo dal presupposto che considero live e online due mondi completamente diversi. Nel gioco live in parecchi credono di conoscere il mio stile e questo mi serve per provare a variare in maniera decisiva le fasi del mio torneo. Figurarsi se quel tipo di caratteristiche non possa sfruttarle nel magico mondo del gioco online.

Tra le tue tante attività c’è anche una collaborazione assidua e proficua con IntelliPoker, la scuola online di PokerStars. Sei soddisfatto dell’incredibile successo ottenuto da questo centro di formazione pokeristica dal quale sono usciti alcuni giovani giocatori che ora disputano i più importanti tornei a livello nazionale ed internazionale?
Assolutamente sì. All’EPT di Sanremo del 2009 si svolse una sorta di camp pokeristico che feci insieme a Dario Minieri per insegnare il Texas Hold’em a una decina di giocatori che vinsero questo particolare premio tramite un freeroll organizzato da Pokerstars e IntelliPoker: quelle furono giornate che ricordo ancora con molto piacere.
Per quanto riguarda i risultati degli intellini, beh….posso dire solo che chi lavora bene alla fine i risultati li ottiene.

Assieme a Giacomo Valenti, conduci Poker1mania, una trasmissione che sta ottenendo un successo sensazionale. Com’è il tuo rapporto con Ciccio e quanto c’è di Luca Pagano nella formazione del giocatore Valenti?
Non parlo con frequenza di tecnica pokeristica con Giacomo anche se, tra il Valenti giocatore degli inizi e quello attuale, c’e’ sicuramente un abisso. Ciccio è migliorato tantissimo e non mi stupirei se una volta o l’altra riuscisse a fare un risultato eclatante in giro per casinò.

Luca, da tifoso juventino (come l’intervistatore n.d.r), immagina di trovarti nella situazione di giocarti un coin flip preflop contro Giacomo Valenti, da pari stack, nell’heads up finale di una tappa dell’ EPT. Tu hai QQ mentre Giacomo mostra AK suited. Meglio scoprire le cinque carte e sperare che Ciccio non leghi o affidare le sorti del coin flip sui piedi di Del Piero che, trasformando una punizione dal limite dell’area su 5 tentativi possibili, contro il portiere dell’Inter, ti permetterebbe automaticamente di vincere la picca?
Beh, come diceva un vecchio adagio di una trasmissione televisiva, lo dice il ragionamento stesso. Essendo un coin flip, preferisco appoggiarmi alle doti di Alex Del Piero piuttosto che alla mera fortuna, almeno lui sa come tramutare in oro una punizione dal limite…
E soprattutto non ha bisogno di fortuna.

C’è un giocatore a livello internazionale che ammiri in particolar modo, un giocatore che attira particolarmente il tuo interesse?
Ammiro molto il gioco di Joe Hachem, mio compagno nel team PokerStars. Parliamo spesso per migliorare il nostro comportamento al tavolo e di solito ci aiutiamo a vicenda nei momenti difficili. Lo considero un ottimo professionista, molto quadrato.

Nel tempo libero, quando non sei seduto ai tavoli verdi o non sei impegnato in TV, pratichi qualche sport per tenerti in forma sia a livello fisico che mentale?
Durante il periodo primaverile mi piace moltissimo praticare il golf, è una disciplina che mi rilassa tantissimo, anche se rispetto a miei colleghi molto più scafati (Negreanu, Ivey), ho ancora molto da imparare!

Luca, ti ringraziamo nuovamente per averci concesso questa bella intervista dalla quale è emerso ancora una volta come Luca Pagano, oltre ad essere un grandissimo giocatore e un grande personaggio a livello mediatico, sia anche un grande uomo.
Grazie a voi, un saluto a tutti.


a cura di: Enrico “Kiko” Gherardi e Luca “Tuttoinn” Morrone

 

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